lunedì 11 luglio 2011

La tavoletta dei misteri a Camposilvano

L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA

Sabato 09 Luglio 2011 PROVINCIA Pagina 22

VELO e SAN MAURO DI SALINE. Domani al Museo geopaleontologico di Camposilvano sarà aperta una nuova sezione


In vetrina il villaggio fortificato
e l'antica tavoletta dei misteri


La terracotta risale all'età del Bronzo ed è adornata da enigmatici cerchi: forse venne data in cambio della fornitura di selce, il «petrolio della preistoria»

Una nuova vetrina nel Museo geopaleontologico di Camposilvano curata dagli Amici del museo con il sostegno del Parco della Lessinia ospiterà i reperti di un villaggio protostorico risalente all'età del Bronzo e venuto alla luce nel 2003 sul Dosso Folesani, nei pressi di San Mauro di Saline, durante lo scavo per realizzare un'abitazione. Sarà inaugurata domani alle 12 e tra i reperti più preziosi custodisce una tavoletta di terracotta adornata di simboli enigmatici, ma nella vetrina ci sono anche numerose altre tipologie di manufatti in selce di notevole bellezza (punte di freccia, raschiatoi, falcetti, frammenti di grandi pugnali), terrecotte di pregevole fattura, macine e altri oggetti. Nel museo si potranno anche ammirare alcune ricostruzion! i di come si presentavano gli strumenti originariamente, realizzate con tecniche antiche dal curatore della sezione, Germano Piccoli, che con Gianluigi Corrent, aveva individuato e segnalato il sito scoperto al Nucleo operativo di Verona della Soprintendenza archeologica del Veneto.

L'interesse attorno alla tavoletta enigmatica era stato alto fin dalla scoperta, presentata in municipio a San Mauro dal direttore archeologo della Soprintendenza Luciano Salzani. È un reperto che sta sul palmo della mano, sul quale sono tracciati cinque cerchi che a loro volta ne contengono ciascuno altri quattro concentrici. Oggetti simili sono stati trovati anche sulle colline moreniche del Lago di Garda, a Nogarole Rocca e nella zona danubiana della Slovacchia e classificati come amuleti, sigilli di proprietà o stampini per tatuaggi, elementi per il conteggio o di calendario. Ha analogie con la tavoletta di Canàr di San Pietro Polesine e con un esemplare da Monkodonja press! o Rovigno, in Istria, ed è il primo ritrovamento del gene! re in Lessinia, che conferma la presenza di un villaggio dell'età del Bronzo medio, fino agli inizi di quello recente (da 2000 a 1500 anni a.C.).

Un sondaggio ha verificato anche l'esistenza di strutture murarie sepolte di notevoli dimensioni, probabilmente un luogo di difesa del villaggio che ha riscontri in altre opere di difesa dell'area prealpina: Guaite di Sant'Anna d'Alfaedo, Sassine di Arbizzano, Monte Rocca di Caldiero e Monte Pipaldolo di Novaglie. Secondo Salzani, «l'abbondante presenza di industria litica, con strumenti finiti e scarti, sta a dimostrare che la lavorazione della selce sui Lessini durante la media età del Bronzo era ancora fiorente e rappresentava una delle principali risorse economiche di questo villaggio. Ci sono molte aspettative per future ricerche per l'esistenza di un abitato d'altura con depositi archeologici e strutture murarie abbastanza integri e conservati».
Di questo parleranno, in un dibattito moderato da Ugo ! Sauro, stasera alle 21, nel teatro di San Mauro, con lo scopritore Germano Piccoli, l'archeologa Elisa Pinoli, che sul sito ha sviluppato una tesi di laurea e la collega Candida Sidoli, una delle maggiori esperte italiane di tavolette enigmatiche.

Il ritrovamento della tavoletta confermerebbe uno scambio fra popolazioni che abitavano lontano fra loro. È da capire, e gli studiosi cercheranno di sollevare il velo, se si trattasse di migrazioni di piccoli gruppi o di scambi commerciali, favoriti dalla grande presenza di selce a San Mauro, «il petrolio della preistoria», com'è stata definita e che sicuramente portava a migrazioni e scambi: la tavoletta ritrovata potrebbe essere stato il prezzo pagato per una fornitura di oggetti scheggiati che servivano per la caccia, per l'agricoltura e come utensili domestici.

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