lunedì 28 novembre 2011

Misteriose Madonne che si voltano

L'Arena, Thursday 24 November 2011 – PROVINCIA – Pagina 23

All´eremo di San Pietro arriva «Mistero 2011»
«Cimbri ed abbazia: una storia millenaria» è il titolo della giornata voluta dalla Regione Veneto

«Mistero 2011», la serie di incontri e spettacoli tematici voluta dalla Regione Veneto, arriva domenica a Badia Calavena, all´eremo di San Pietro. Un sito già di per sé carico di storia e di misteri; una chiesa ed un piccolo eremo eretti negli ultimi anni del XIX secolo, sui ruderi di un antico edificio: una torre, un castello, una chiesa, o un primo abbozzo dell´abbazia benedettina che trovò più tardi la sua sede definitiva nell’odierna piazza Mercato. Ruderi abbattuti dal terremoto del 1891, e completamente spazzati via, subito dopo, dal parroco Don Gio. Batta Stizzoli, per far posto alla chiesa attuale. Una leggenda, riferita da Gianfrancesco Cieno in «La parrocchia di Badia Calavena» racconta che il simulacro della Madonna conservato nel santuario della Bassanella a Soave proviene proprio da questo antico monastero e che di giorno veniva rivolta a sud, ma di notte tornava a volgersi verso nord, verso Badia.
«Cim! bri ed abbazia: una storia millenaria» è il titolo della giornata organizzata dal comune di Badia Calavena con la collaborazione della Pro loco di Tregnago in questo luogo carico di storia. La giornata si apre alle 10 con la visita al luogo e alla chiesa, circondata dai boschi.
Alle 12 si può pranzare nel tendone allestito con i prodotti tipici locali, e dalle 13.30 seguire nella chiesa di san Pietro le storie di tradizioni e misteri presentate tra gli altri da Aldo Ridolfi, con riferimento agli albori dell´abbazia e Lorenzo Maimeri, con le tradizioni popolari. Otello Perazzoli accompagnerà gli interventi con ballate e canzoni popolari. Per tutta domenica, chi vuole partecipare a Misteri deve parcheggiare in piazza Mercato ed utilizzare il bus navetta in funzione fino alle 16.30. R.Z.

lunedì 21 novembre 2011

Terre terrazzate, tra agricoltura, mistero e scienza

L’Arena
venerdì 18 novembre 2011 – PROVINCIA – Pagina 31



FUMANE. Domenica a Breonio singolare incontro fra il mondo agricolo e quello della scienza, dedicato al paesaggio
Un´alleanza internazionale nel segno delle «marogne»



Dalla Valpolicella alla Cina, dalla Lessinia al Perù le «terre terrazzate» sono al centro di un´iniziativa che vuol valorizzare saperi e tradizioni contadine

I contadini? Sono i custodi di antichi saperi, senza i quali la scienza è nulla, conoscono i segreti della natura e della terra, e soprattutto le tecniche, come i terrazzamenti, che si trovano in Valpolicella come in Lessinia, in Liguria come in Cina o in Perù. Di qui l´idea di avvicinare i saperi e le capacità dei contadini alle conoscenze dei cittadini - scienziati in un simposio, che si terrà nella suggestiva cornice della chiesa diroccata di San Marziale a Breonio. L´appuntamento è domenica 20 novembre, dalle 9.30.
Organizzato dall´associazione Antica Terra Gentile, che riunisce 15 aziende di piccoli coltivatori biologici della montagna veronese, il simposio si intitola «I nove scalini della sapienza contadina». Scalini perchè i terrazzamenti, che da noi si chiamano «marogne», sono fatti a gradini. E nove sono i gradi della conoscenza alchemica per arrivare alla pietra filosofale. «È chiaro che qui non preten! diamo di arrivare a trasformare le pietre in oro», spiega Plinio Pancirolli, presidente del giornale «Compascuo di Antica Terra Gentile», «ma il percorso è quello della ricerca anche interiore, del confronto tra chi il sapere ce l´ha per esperienza diretta e chi studia, riconoscendo dignità al paesaggio agrario articolato in terrazzamenti, utili per la tutela del territorio».
Ma il simposio di domenica sarà anche l´occasione per presentare la sezione italiana dell´alleanza mondiale delle terre terrazzate. «Alleanza nata l´anno scorso in Cina, in una regione terrazzata da sempre», continua Pancirolli. «In seguito siamo stati invitati in provincia di Savona, dove era presente anche l´architetto Franco Alberti, del Dipartimento sviluppo urbanistico della Regione Veneto, per la costituzione della sezione italiana delle Terre Terrazzate. Nelle riunioni si è parlato sempre di architettura o antropologia. Mancavano però i contadini, i ! veri custodi dei saperi legati nel tempo alla loro terra». Or! a la lacuna è stata colmata.
Proprio nell´ultimo numero della rivista «Compascuo» c´è un articolo che parla dei terrazzamenti peruviani di Machu Picchu, di produzioni, caratteristiche e articolazione del paesaggio e la seconda riunione mondiale di Terre Terrazzate sarà appunto in Perù, nel 2013. Al simposio di domenica saranno ospiti l´architetto Donatella Murtas, che parlerà del significato di questa alleanza mondiale e dei suoi scopi; il contadino, presidente dell´Associazione Antica Terra Gentile, Giovanni Zivelonghi, che condividerà il sogno degli agricoltori della montagna veronese, e l´architetto Paolo Righetti, conoscitore dei segni lapidei e delle architetture del paesaggio montano scaligero. Il progetto è stato presentato ieri mattina in Provincia, davanti all´assessore alle politiche per l´Agricoltura Luigi Frigotto, il quale ha sottolineato che «l´agricoltura deve diventare un metodo di tutela e valoriz! zazione del territorio; la montagna è un ambiente fragile e i contadini ne sono consapevoli, per questo si stanno impegnando per proteggerla». Da salvaguardare ci sono anche la cultura e le tradizioni, per questo è nato il nuovo organismo creato da Unesco e Fao con la Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale Ramsar.

sabato 19 novembre 2011

Frutti misteriosi a Volta Mantovana

Chi avesse una spiegazione può contattare anche la sottoscritta a info@leggendedimantova.com, grazie! SC

La Voce di Mantova, sabato 19 novembre 2011

lunedì 14 novembre 2011

Contro i numeri, contro le tradizioni e contro i fantasmi!

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Thursday 10 November 2011 – CULTURA – Pagina 57
CONTROCORRENTE. La coppia che ha voluto celebrare il proprio matrimonio proprio l´11.11.11. Naturalmente alle 11 «Ma noi sfidiamo la sorte e ci sposiamo»

La donna perdipiù sceglie un palazzo con fantasma «L´ho visto: spingeva una carrozzina, buon auspicio»


La cerimonia
a Villa Nogarola
La leggenda
la vuole infestata
dallo spirito
di un sepolto vivo



Non ci si sposa di venerdì, se poi è l´11.11.11 vuol dire proprio sfidare la sorte. Lo faranno domattina, naturalmente alle 11, i veronesi Damiano Dalli Cani, fratello di chi scrive, 38 anni, e Silvia Bazziga, 37. Per non farsi mancar nulla, la cerimonia sarà in un palazzo a Castel d´Azzano che la leggenda vuole popolato dagli spiriti. La sposa è azzanese di nascita e conosce bene la storia di Villa Violini Nogarola, meravigliosa residenza del XIX secolo che ospita la sede municipale, meglio nota come il castello.
Davvero c´è il fantasma? «Io l´ho visto», dice la sposa. «Ero in seconda elementare e con la mia classe venivamo accompagnati in visita al castello. Tenevo per mano la mia amica Simonetta e a furia di chiacchiere ci eravamo ritrovate a chiudere la fila, da sole. Sentimmo alle nostre spalle come un refolo di vento. Ci voltammo e vedemmo la sagoma tutta bianca di una persona che spingeva una carrozzina! ». Forse un auspicio per le nozze e la famiglia che nasce? «Ancora oggi, se ci penso, mi sembra una cosa bella. Anche se la leggenda dice che il fantasma del castello è quello di un sepolto vivo nelle segrete».
Lo sposo ascolta esterrefatto e fa capire che su data, giorno e luogo del suo matrimonio non ha gran responsabilità. «Sono un amante dell´horror», dice. «Quando domani entrerò al castello mi raccomanderò gridando che sono un amico della sposa!»
Perché scegliere proprio questa data? «Quando ci siamo presentati all´ufficiale d´anagrafe per fissare il rito civile», raccontano gli sposi, «l´impiegato è sbiancato. “De venare e de marte, no se sposa, no se parte e non se inissia l´arte”, ci ha rimproverati in dialetto».
Davvero di martedì e venerdì è sconsigliabile parrtire, sposarsi e iniziare un lavoro? I promessi dell´11.11.11 scoppiano in una grossa risata. «Ma in effetti», confermano, «abbiamo inca! ssato commenti tutt´altro che festosi da qualche conosce! nte. Vogliamo metterla così? La nostra è una sfida alla superstizione».
Inutile evocare influssi astrali poco propizi; inutile ricordare la numerologia che traduce l´11 come il numero del peccato e scova il diabolico 6 nella somma dei numeri della data. «Echissene...» ridono gli sposi. Anzi lei, visto che snobba il proverbio di casa, ignorerà anche quello inglese, che vuole per la sposa il giorno delle nozze «something old, something new, somethind borrowed, something blue». Domani indosso niente di nuovo, niente di vecchio, niente di prestato e niente di blu.© RIPRODUZIONE RISERVATA

mercoledì 9 novembre 2011

Leggende e tradizioni veronesi nei libri di Umberto Martino

stasera la presentazione!

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martedì 08 novembre 2011 – PROVINCIA – Pagina 23
SAN BONIFACIO. L´autore alle Barbarani
Le «anguane» di Martino


Per gli incontri con l´autore, organizzati in sala Barbarani dalla libreria Bonturi, domani alle 20.45 l´autore Umberto Martino presenterà due opere: «La valle dell´orco» e «L´ultima anguana», pubblicate da Foschi editore. Martino, esordiente con «La Valle dell´orco», si è affermato arrivando a vendere oltre 10.000 copie grazie al passaparola. In entrambi i romanzi l´autore riesce a costruire delle storie attraverso cui riscoprire i luoghi e le tradizioni delle nostre terre, delle contrade sperdute della montagna veneta, boschi e monti dove aleggia la presenza delle anguàne, mitiche ninfe delle sorgenti. Umberto Martino è nato a Schio nel 1950. Laureato al Politecnico di Milano, lavora tra Padova e Venezia come dirigente di una società di ingegneria. G.B.