Voce di Mantova, 27 maggio 2013
lunedì 27 maggio 2013
martedì 7 maggio 2013
domenica 14 aprile 2013
I misteri del lago di Garda a Pacengo
Etichette:
Acqua,
Anguane,
Diavolo e diavoli,
Drago,
Garda,
Lago,
Leggenda,
Libri,
Mitologia,
Strega,
Stregoneria,
Verona
Misteri e leggende delle colline moreniche del Garda
Un nuovo libro di Simona Cremonini su misteri e leggende delle colline moreniche del Garda...
Area Blu, 13 aprile 2013
Area Blu, 13 aprile 2013
Etichette:
Acqua,
Brescia,
Garda,
Leggenda,
Leggenda metropolitana,
Libri,
Mantova,
Mostri,
Strani comportamenti animali,
Strega,
Stregoneria,
Superstizioni,
Toponimo,
Tradizioni popolari,
Ufo,
Verona
giovedì 11 aprile 2013
Catturato il mostro del fiume Adige
L'Arena
giovedì 28 marzo 2013
MONTEFORTE. Eccezionale cattura vicino a Ponte Catena, in città: il grosso esemplare pescato con un'esca artificiale
Trota di 10 chili: preso il «mostro dell'Adige»
Gabriele Bolla pensava di avere la lenza impigliata Ha impiegato 50 minuti per portare a riva il pesce
Sotto ponte Catena un pescatore montefortiano acchiappa «il mostro dell'Adige». Gabriele Bolla ci ha messo 50 minuti per tirar fuori dall'acqua una trota marmorata di 10 chili e 200 grammi. «Un esemplare spettacolare, 105 cm dalla testa alla coda, 15 anni d'età stimati. Se ancora ci penso, mi tremano le gambe», dice emozionato il socio dell'Associazione pescatori di Verona.
E' successo tutto sabato mattina: «Volevo andare sotto ponte Catena a tutti i costi e ho dovuto faticare per convincere mio cugino Christian. Alla fine ho vinto io e siamo approdati in città. Lui si è spostato verso valle e io sono rimasto sotto il ponte», racconta Bolla, pescatore da sempre, «e ho buttato la lenza al largo. Dopo un po' ho sentito dei colpi molto forti, ma francamente pensavo di essermi impigliato in qualcosa. Ho iniziato a tirare e ho visto la canna piegarsi in modo impressionante».
Tira e tira, a un certo punto dal pelo dell'acqua fa capolino la testa enorme di una trota. «Mi sono messo a urlare e ho cominciato a tirare ma avevo il braccio piegato. E' venuto in aiuto un ragazzo che era lì a pescare e nel frattempo mio cugino è corso verso di me. Io tenevo la canna e loro mi aiutavano: ci abbiamo messo 50 minuti a farla uscire dall'acqua».
Quando hanno capito cosa aveva abboccato i tre sono rimasti a bocca aperta: «Un mostro, il mostro dell'Adige. Si sa che lì è un posto buono, ma una roba così! Il massimo che mi era capitato, fino a sabato, erano esemplari sui tre chili». Bolla ha dovuto prender fiato davanti ad un bicchiere e s'è rifugiato nel baretto all'angolo di ponte Catena: «Il barista è rimasto sconvolto. Mi ha chiesto una foto perchè una roba simile non gli è mai capitato di vederla in tanti anni».
La trota da guinness Bolla se l'è portata via a spalle, come un trofeo di caccia più che di pesca e quando l'ha guardata con attenzione è sbiancato: «Mai visti denti simili! Nella bocca del pesce ci entrava tutta la mano e il polso». A casa sua la foto del trofeo è un ingrandimento già in cornice. La trota, invece, beffata da un'esca artificiale in metallo che nel movimento ondulante imita un argenteo pesciolino, è finita nel congelatore: «Non so come si chiamasse, ma vorrei ringraziare quel ragazzo che mi ha aiutato. Ha fatto a tempo a dirmi che da due settimane è in cassa integrazione e che in 15 giorni di pesca quotidiana aveva preso giusto due trote da sei etti: beh, qua ce n'è anche per lui che quasi quasi sveniva davanti ad un esemplare del genere».P.D.C.
A Bevilacqua strani fenomeni al castello
L'Arena
domenica 07 aprile 2013
BEVILACQUA. Le anomalie sono state riscontrate al castello dal Gruppo investigativo attività paranormali di Roma
Nebbiolina, impronte e rumori
Strani fenomeni nella fortezza
L'analisi del materiale raccolto dai «cacciatori di fantasmi» con sofisticate strumentazioni ha rivelato anche voci e risate
In una stanza è apparsa improvvisamente una leggera nebbia mentre un'entità ha lasciato impronte su un tavolo. Ma si sono verificati anche rumori di sedie in movimento e voci elettroniche Evp - Electronic voice phenomena - che sembravano rispondere alle domande. Queste sono state le principali anomalie riscontrate al castello di Bevilacqua durante l'indagine effettuata lo scorso 23 febbraio dal Gruppo investigativo attività paranormali di Roma, con la partecipazione dei sensitivi Francesca Gargano ed Angelo Caregaro, del proprietario della fortezza Roberto Iseppi e di numerosi utenti collegati online via internet.
C'è voluto del tempo per analizzare dettagliatamente tutto il materiale raccolto in quella serata. «Innanzitutto abbiamo analizzato il video dell'indagine, visionando le immagini delle telecamere mobili e fisse a visione infrarossa, nonché quelle termiche» spiega Gian Paolo Peroni, fondatore del gruppo di Ghost hunters (cacciatori di fantasmi ndr) nato nel 2011. «Poi», aggiunge, «abbiamo esaminato i file audio raccolti con i registratori digitali ed il convertitore di ultrasuoni. Infine, sono state elaborate le foto scattate con le visioni ad infrarossi, ultravioletti e termiche».
Due sono state le singolari manifestazioni riscontrate nel sopralluogo. La prima riguarda l'improvvisa nebbia creatasi all'interno della stanza sottostante alla camera da letto della contessa Felicita Bevilacqua, che è stata confermata dal rilevatore di umidità, il quale ha avuto una netta impennata verso l'alto. Le rilevazioni eseguite con la griglia laser, la termocamera ed i termometri laser non hanno segnalato però alcun movimento anomalo, mentre nei filmati compare solo una lieve foschia. L'altra anomalia riguarda le tracce termiche lasciate sul tavolo della stanza della musica, come se qualcuno o qualcosa si fosse appoggiato: tracce non riconducibili comunque ad una mano umana.
Dall'analisi degli Evp, invece, sono emerse ben due anomalie: una registrata nella stanza da letto della contessa, l'altra nella sala della musica. «La prima, molto facile da ascoltare», riferisce Peroni, «sembrerebbe la risata di un bambino». «La seconda, invece, ha volume e nitidezza minori rispetto alla prima, ma ad un attento ascolto, pur non riuscendo a ricostruire parole di senso compiuto, sembrerebbe essere la risposta ad una nostra domanda precisa su come mai il castello fu conquistato molte volte dai nemici».
In conclusione, dopo aver analizzato tutto il materiale raccolto, non si può dire con certezza se il castello sia abitato dalle anime di Felicita, di Alessandro Bevilacqua, di altri componenti della famiglia o di soldati caduti in quei luoghi. Tuttavia, «i risultati dell'indagine inducono a ritenere che qualcosa di anomalo accade realmente all'interno del castello, sebbene non si possa parlare di infestazione». «Sicuramente la struttura», a detta dei Ghost hunters romani, «è un luogo interessante dove sarebbe il caso di svolgere ulteriori ricerche».
Etichette:
Fantasma,
Leggenda,
Superstizioni,
Verona
martedì 19 marzo 2013
I misteri di Minerva a Marano di Valpolicella
L'Arena
sabato 16 marzo 2013
MARANO. Brunella Bruno invitata dagli accademici francesi al College de France per rivelare i misteri del luogo
Parigi chiede tutti i segreti
del sacro Tempio di Minerva
C'è da scoprire chi furono i committenti del monumento Pochissimi i finanziamenti per proseguire nelle ricerche
Gli accademici francesi invitano il funzionario della Soprintendenza di Verona a parlare della scoperta.
Nemmeno il tempo di riprendere gli scavi che il Tempio di Minerva di Marano di Valpolicella approda a Parigi. Lo scorso 1 marzo, infatti, la dottoressa Brunella Bruno, funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto che ha diretto le indagini, ha tenuto un intervento proprio sul tempio recentemente rinvenuto sul Monte Castelon nell'ambito di un seminario sui santuari di età romana al College de France.
L'invito è arrivato direttamente dalla Francia. «Alcuni insigni accademici francesi, studiosi di santuari e riti religiosi di età classica avevano avuto modo di sentire le novità degli scavi di Marano in occasione di un convegno tenutosi a Trieste a febbraio 2012. Sono stati loro stessi a invitarmi a Parigi», spiega Bruno come è nata l'occasione di far conoscere il Tempio di Minerva in Francia. L'intervento ha avuto luogo al rinomato College de France, all'interno di un seminario dedicato ad alcuni tra i principali luoghi di culto recentemente venuti alla luce nel territorio italiano.
«Durante il mio intervento, ho ripercorso le vicende della scoperta del tempio e i dati principali degli ultimi scavi avvenuti nel 2010: la definizione completa della planimetria del tempio di Minerva di età imperiale; l'individuazione di un tempio precedente, di età tardo-repubblicana e l'individuazione di un rogo votivo dell'età del ferro». L'esperta ha esposto a Parigi anche come il tempio di Marano racconti, da alcuni particolari rivelatori, la sua reale importanza nel contesto storico-politico dell'epoca. La strana planimetria del tempio, di età imperiale, e l'uso dell'opera reticolata, la decorazione pittorica della fase di età tardo-repubblicana, appartenente al primo stile pompeiano, confermano infatti la presenza di un santuario di grande importanza con un forte significato politico per l'epoca.
La portata della scoperta del Tempio, precedentemente descritto negli scritti dell'erudito veronese Orti Manara nel 1836, è rilevante in quanto l'uso dell'opera reticolata in una delle murature del tempio, segnala la presenza di un edificio importante, legato probabilmente, come il teatro romano di Verona, ad una committenza imperiale (Augusto o entourage augusteo). Rimane però un quesito: «Chi sono stati i committenti di questa impresa architettonica che ha portato alla monumentalizzazione, tra fine II sec. a.C. e inizi I secolo a.C., di un santuario all'aperto dell'età del ferro?», dice l'esperta.
A breve riprenderanno gli scavi e questi quesiti potrebbero trovare risposta. «Ad aprile, con finanziamenti limitatissimi e centellinati, cercheremo di fare chiarezza su alcuni aspetti delle tre fasi santuariali che non sono stati adeguatamente chiariti. Il nostro obiettivo è quello di poter arrivare ad una pubblicazione, un resoconto, entro l'anno o nei primi mesi del 2014». Quali sono dunque le prospettive future? Le incognite riguardo al destino del tempio sono fortemente legate alle disponibilità economiche che consentiranno ulteriori scavi e la realizzazione di un ipotetico parco archeologico, come rivela Bruno: «Il santuario di Marano è in un contesto eccezionale che merita di essere indagato, studiato e valorizzato. L'amministrazione di Marano e la Soprintendenza hanno gettato le basi perchè in futuro possa essere creato un sito archeologico aperto a tutti. Le prospettive, purtroppo, nell'immediato futuro, non sono rosee per l'assoluta carenza di finanziamenti». Vedremo dunque quale sarà il futuro del tempio
«A breve
riprendono
gli scavi»
«Fra qualche settimana, riprenderemo gli scavi per approfondire l'estensione dei manufatti pertinenziali al Tempio di Minerva che l'ultima campagna di scavi, avvenuta nel 2010, ha posto in evidenza, a nord. Quando riavvieremo gli scavi, l'intero complesso verrà messo in luce, anche per renderlo visibile e visitabile nel corso di un prossimo convegno che si terrà al Santuario di Santa Maria Valverde, a pochi passi dal Tempio, dove verranno presentati i risultati delle ricerche e del loro elevato valore scientifico». Questo l'annuncio del sindaco.
Si aprono, dunque, per il Tempio di Minerva, importanti prospettive di divulgazione che implicano un ulteriore e considerevole investimento.
«Per il nostro Comune, questa iniziativa è di grande importanza e dal 2007 non abbiamo mai smesso di investire e di promuovere il sito: l'investimento è stato rilevante, sia per l'acquisto dei terreni, che per le operazioni archeologiche di scavo, talora piuttosto complesse. Lo sforzo però è stato ripagato da un'innumerevole quantità di scoperte, sia in termini di reperti ritrovati, che di informazioni storiche e sull'estensione del manufatto, ben più ampia di quanto le fonti storiche disponibili lasciassero prevedere», conclude il sindaco Simone Venturini.A.C.
Iscriviti a:
Post (Atom)




