giovedì 23 febbraio 2012

Numeri curiosi per il 2012

L'Arena
lunedì 20 febbraio 2012 – CRONACA – Pagina 13
CURIOSITÀ. Numeri
Domani data palindroma: si legge nelle due direzioni


Martedì 21 febbraio prima curiosa data di questo 2012: si tratta di una data palindroma, cioè scrivendola in cifre, non cambia sia che la si legga da destra che da sinistra: è il 21.02.2012.
I singoli numeri, infatti, si ripropongono nelle stesse posizioni. Il bello è che questa data è anche quella di una giornata festaiola, l´ultimo giorno di Carnevale.
Per chi è affezionato a questi curiosi numeri, domani non deve dimenticarsi delle 20 e 12 minuti: la sequenza sarà dunque tripla. E se volesse le ore palindrome, deve aspettare le 21 e 02 minuti. Insomma, più che pensare alla maschera per il veglione, c´è da controllare l´orologio.
Per trovare un´altra data curiosa, dobbiamo aspettare altri dieci mesi e cioè il 12 dicembre 2012, che in cifre si ripeterà: 12.12. 12.
E poi ci sarà il 20 dicembre 2012 che ripeterà l´anno direttamente: 20.12 2012. Il vero avvenimento è però la data p! alindroma di domani.
Prima di ritrovarne un´altra, dobbiamo attendere parecchi anni, e cioè fino al 2 febbraio 2020. Infatti, in cifre, si propone la sequenza 02.02 2020. Per l´anno prossimo, invece, si dovrebbe proporre il 31.02. 2013, ma il 31 febbraio non esiste.E.CERP.

Tra ufo, lanterne e palle di fuoco a Verona

L'Arena
venerdì 17 febbraio 2012 – PROVINCIA – Pagina 34
L´AVVISTAMENTO
«A me l´Ufo è sembrato una lanterna cinese»

«L´oggetto volante avvistato a Campagnola forse è quello che ho scorto anch´io, guardando fuori dalla finestra. A me è sembrato una lanterna cinese, come se ne vedono spesso salire in cielo». Margherita, studentessa universitaria del capoluogo, non ha dubbi nel definire l´oggetto visto da casa martedì alle 23.30. «L´orario è più o meno coincidente con quello dichiarato dal testimone di Campagnola (che ha voluto rimanere anonimo, ndr). Stavo guardando la tivù quando la mia attenzione è stata attirata da un oggetto sferico luminoso rosso-arancio, grande quasi quanto la luna piena, salire lentamente verso il cielo». In linea d´aria Zevio dista sei chilometri e mezzo da Campagnola. Come spiegare l´avvistamento quasi in contemporanea nelle due località, se davvero si tratta di una lanterna cinese? Può essere che a spostare velocemente l´«Ufo» sia stato il vento siberiano che transitava in quest! i giorni alle nostre latitudini? Certo è che le due testimonianze non concordano su forma e rapidità dell´oggetto volante: romboidale e capace di un rapidissimo scatto in direzione San Martino, secondo l´anonimo di Campagnola. Movimento perpendicolare e lento per Margherita. Circa un anno fa Zevio fu teatro di un altro avvistamento. Tra quanti ipotizzarono si trattasse di un Ufo anche il consigliere comunale Claudio Strambini. P.T.


L'Arena
sabato 18 febbraio 2012
VELO. L´avvistamento verso metà pomeriggio del martedì di San Valentino in località Covoli

«Una palla di fuoco è sfrecciata nel cielo»

A scattare qualche immagine con il telefonino un testimone che tutti conoscono in paese: è Trentini, ex portiere in serie A

Cos´è transitato nei cieli veronesi martedì scorso? Difficile dirlo, ma dalle immagini che pubblichiamo, si vede come una palla di fuoco sia stata vista passare nel cielo a Velo. Dunque non si tratterebbe solo di lanterne cinesi o di aerei di passaggio, ma di qualcosa di diverso, che ha lasciato un effetto molto strano in mezzo al cielo terso.
Effetto che è stato colto ed immortalato dalla fotocamera di un cellulare.
Una palla incandescente di fuoco, che lascia una scia luminosa nel cielo di Velo, lo stesso pomeriggio in cui è stato visto a Campagnola di Zevio l´oggetto luminoso a forma di rombo che sarebbe apparso nel cielo martedì 14 febbraio, di sera.
Raffaele Trentini di Costeggiola, con la moglie Giacomina, lo ha immortalato con il telefono dotato di fotocamera in località Covoli, a Velo Veronese. «Erano le 15.30 circa e mia sorella ci ha chiamato per attirare la nostra attenzione.
Nel cielo è apparso! questo fenomeno luminoso, come una sfera infuocata», ha riferito ieri ai suoi amici e conoscenti di Soave Raffaele Trentini, dove è molto noto per essere stato un portiere di calcio professionista, in serie A. Trentini poi ha inviato alla redazione dell´Arena un paio di scatti che ha fatto, per dimostrare quello che sosteneva e ha concesso di pubblicare la immagini del fenomeno celeste.
Chiamarlo ufo potrebbe essere corretto ma solo nell´etimologia stretta dell´acronimo, ovvero un oggetto apparso in cielo non identificato.
Potrebbe essere un pezzetto di meteorite transitato nei nostri cieli, oppure un satellite, o ancora un rifiuto lasciato da qualche spedizione spaziale, che è tornato sulla terra. Come si sa, nel penetrare l´atmosfera, potrebbe essersi incendiato ed aver prodotto questo effetto incandescente.
Effettivamente dalle foto la parte anteriore della sfera sembra essere infuocata. Da qui a dire che è un´ astronave ! in viaggioda un altro pianeta, tuttavia, ce ne corre.
A C! ampagnola l´oggetto non meglio identificato è stato notato di sera, mentre Trentini l´ha visto in pieno giorno, con la luce del sole. Che sia lo stesso oggetto? E che cos´è di preciso? Affascinante qualunque cosa sia e... assai misterioso.


L'Arena
sabato 18 febbraio 2012 – PROVINCIA – Pagina 36
Il rombo? Era una lanterna cinese

Rimarranno delusi quanti sono convinti che gli alieni siano già tra noi. L´ufo avvistato martedì notte a Campagnola è decollato dalla stessa frazione sulle ali del romanticismo. Non una nave spaziale, ma una lanterna cinese liberata da due innamorati per la festa di San Valentino. Lei, Valentina, casa a Campagnola, aveva fatto omaggio della piccola mongolfiera di carta al suo ragazzo, Massimiliano, di Albaro di Ronco, e mano nella mano hanno acceso la fiamma che ha spedito l´oggetto incontro alla Luna.
«Mi sono fatto una risata leggendo sul giornale dell´allarme a Campagnola», dice, «l´ufo è il regalo che mi ha fatto la mia fidanzata per la festa degli innamorati. L´ora dell´avvistamento coincide con quella del lancio del pallone di carta grande circa un metro, propellente un cubetto infiammabile simile alla Diavolina usata per accendere la stufa, autonomia di volo di circa un quarto d´ora»! . Non c´è stato, dunque, nessun veloce spostamento dell´ufo da Campagnola in direzione San Martino Buon Albergo. Quanto ai colori rosso-arancio, corrispondono. Massimiliano ha una spiegazione anche sull´oggetto luminoso avvistato la stessa sera nel cielo del capoluogo: «L´idea della mia ragazza è stata copiata da una sua amica...». P.T.

Leggende e misteri della città di Verona, un nuovo libro

I misteri della città: siamo da sempre allineati al solstizio
LEGGENDA. Nuove ricerche nel libro di Luigi Pellini e Davide Polinari.
Un'origine esoterica della mappa urbana, che sarebbe orientata non secondo i punti cardinali ma al sole. L'asse dal «piloton» di Montorio a San Giovanni in Valle

23/02/2012



Verona. C'è il mito popolare di Giulietta e Romeo, utilmente sfruttato come attrazione turistica, ma ci sono altri miti più suggestivi su cui gli studiosi si danno da fare da tanto tempo: per esempio quello che ipotizza e tende a confermare l'origine esoterica di Verona. L'ultimo studio sui significati occulti dell'origine della nostra città si intitola Nascita di una città tra architettura, mistica e metafisica ed è firmato da Luigi Pellini e Davide Polinari per le Edizioni della Vita Nova di Giovanni Perez. La culla della città è sicuramente Castel San Pietro, il sacro colle dove fin dalla memoria più profonda si celebravano arcaici cerimoniali e riti propiziatori pagani. Il tufo dove sorgeva il tempio di Giano conserva tracce di insediamenti di ogni epoca, dalla preistoria ai giorni nostri. Da lì sicuramente deriva il soffio che ha dato anima alla città. Segni mistici riconducibili alla cultura romana e pagana sono confermati da numerosi ritrovamenti, da toponimi, leggende, ricorrenze e tradizioni popolari. Cunicoli, labirinti e caverne che perforano il colle di San Pietro aggiungono fascinosi indizi utili a una origine di Verona ispirata a rimandi simbolici e significati oscuri o occulti. Un'interpretazione ipotizzabile, più che dimostrabile, ma sicuramente plausibile che Pellini e Polinari cercano di decifrare con un lavoro attento e profondo, rigorosi nel tenersi nel solco della concretezza scientifica per non cedere alle facili suggestioni. La ricerca secondo parametri riconducibili alla sfera esoterica dell'origine di Verona costituisce un criterio di lettura relativamente recente: ne parlò dal 1956 Umberto Grancelli, in un primo saggio intitolato I misteri di Verona romana e firmato con lo pseudonimo Rheticus (l'allievo di Copernico), riveduto e ampliato nel 1964 con il titolo Il piano di fondazione di Verona; testi ai quali i due autori fanno ampio riferimento, confermandone gran parte delle teorie, consolidate anche da più recenti riscontri storici e archeologici. Grancelli sostiene che il piano geometrico di Verona romana non è orientato secondo i punti cardinali, ma è allineato secondo il solstizio d'estate. La linea immaginaria parte dal «piloton» a nord di Montorio (il megalite decapitato in epoca molto recente, pare da alcuni cacciatori per liberare l'orizzonte di tiro), prosegue in direzione sud-ovest, passa da San Giovanni in Valle (san Giovanni si festeggia il 24 giugno, in coincidenza appunto con il solstizio) attraversa il foro (piazza Erbe), imbocca corso Portoni Borsari e oltrepassa il punto in cui sorgeva il convento di Santa Lucia Extra (zona tribunale). Su questo asse si sviluppa il reticolo romano di Verona, con decumani e cardi. Misteriose impronte che sottendono l'origine di Verona sono contenute nei versi del Ritmo Pipiniano e nella Iconografia Rateriana, la veduta di Verona risalente al X secolo dopo Cristo, dove, accanto a monumenti a noi noti (Arena, Teatro Romano, Ponte Pietra) ve ne sono rappresentati altri (Orfanum-sepolcro o Organum-macchina, Horreum-granaio) che ancora attendono un'interpretazione definitiva sulla loro posizione, funzione e riferimento simbolico. Pellini e Polinari suggeriscono una rilettura delle antiche origini di Verona, proponendone una versione meno superficiale e più scientifica, fondata da rigorose verità ma imprescindibile da miti e arcane leggende pure appartenenti alla storia. Chissà se e quando queste analisi potranno essere inconfutabilmente provate o demolite da nuovi riscontri. Ma intanto possono fornire spunti per studi più approfonditi e possono prestarsi a visite meno popolar-turistiche e più istruttive della città.
Franco Bottacini


tratto da:
http://www.larena.it/stories/dalla_home/336134_i_misteri_della_citt_siamo_da_sempre_allineati_al_solstizio/

giovedì 9 febbraio 2012

Leggende e misteri di Venezia in un libro

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mercoledì 08 febbraio 2012 – SPETTACOLI – Pagina 60
LIBRERIA FELTRINELLI. Molto pubblico alla presentazione del volume di Alberto Toso Fei

Viaggio nei misteri di Venezia
Lo scrittore conduce nei palazzi «maledetti», tra storia e leggenda, come Ca´ Dario di Raul Gardini



Ci tiene a precisare che di lui non basta dire «è veneziano», ma nello specifico le sue origini sono insulari, essendo nato a Murano, discendente di un´antica famiglia di artigiani vetrai. Lo storico e scrittore Alberto Toso Fei, 43 anni, che sa davvero tanto di ciò che concerne vita, morte e miracoli della «perla della laguna», ha presentato alla libreria Feltrinelli il suo libro Misteri di Venezia- Sette notti tra storia e mito, leggende, fantasmi, enigmi e curiosità (Studio LT2 Edizioni) e un nutrito pubblico, in prevalenza femminile, è rimasto incantato dalla sua capacità di raccontare la materia di cui si occupa da vent´anni alla maniera dei menestrelli, intercalando il racconto in lingua italiana a frasi ad effetto in vernacolo «venexian».
Il reale e l´immaginario si fondono nella guida estemporanea di Toso Fei alla riscoperta, in sette percorsi, dei segreti che Venezia custodisce in case e palazzi! , senza bisogno che il lettore vada a visitare gli interni dei luoghi svelati. Ci ha pensato infatti il narratore, appassionato raccoglitore di storie della tradizione orale, ad aprire le porte, regalandoci sia trame apparentemente fiabesche, che cronache vere di famiglie e bordelli, canovacci di sapore parapsicologico e horror, senza fasi mancare nemmeno i casi insoluti e le dimore maledette, tra cui Ca´ Dario, appartenuta ad un signorotto che nel 1400 andò in rovina. «La dimora è nota a tutti perché era la residenza veneziana dell´imprenditore Raul Gardini (poi morto suicida a Milano), ma c´è dell´altro che inquieta a proposito di quelle mura che registrano nei secoli una serie infinita di decessi», ha spiegato Toso Fei che reca in apertura del libro la prefazione dell´amico-scrittore-conduttore televisivo noir Carlo Lucarelli. «Il tenore Mario Del Monaco, inoltre, si era messo in testa di acquistarlo, ma proprio durante le trattative ! si ruppe una gamba e ritornò, come dire sui suoi passi. Woody! Allen era rimasto incantato dal palazzo tanto da volerlo pure lui comprare, ma quando gli dissero che fama aveva, cambiò subito idea. Oggi, invece, pare che l´abitazione sia di una multinazionale di cui non si sa il nome», ha aggiunto Toso Fei, «ma circola in città la battuta che... chissà, magari è la Lehman Brothers».
Un´altra caratteristica del libro: su svariate pagine è dotato di sensori speciali e, se ci si passa sopra col cellulare, l´iPad o il mouse del Pc, permette di mettersi in contatto con l´autore che appare sul telefonino del lettore e gli racconta una storia.

domenica 5 febbraio 2012

Due nuovi libri sugli elfi dell'acqua e del bosco

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sabato 04 febbraio 2012 – PROVINCIA – Pagina 34

CAVAION

Due volumi sulla natura e gli Elfi


L´osservazione della natura passa anche dalla fantasia e dalla curiosità di chi non dimentica di essere stato bambino. Sabato 11 febbraio, alle 18, nella sala civica in Corte Torcolo, viaggio nel magico mondo del bosco e dell´acqua grazie ai libri «Gli Elfi dell´Acqua» (Cierregrafica) e «Gli Elfi del Bosco» (Ecolibri) di Carla Collesei e Mariano Caminoli. Le poesie e le parole di Collesei si fondono con i disegni di Caminoli. Ingresso libero. C.M.

giovedì 2 febbraio 2012

Un libro sulle leggende che coinvolgono il poeta Publio Virgilio Marone

A Chiari “Un libro, per piacere!”

(red.) Parte venerdì, da Chiari (Brescia), la IX edizione di “Un libro, per piacere!”, rassegna di letture spettacolari e incontri con l’autore organizzata dal Sistema Bibliotecario Sud Ovest Bresciano.
La manifestazione si apre con Massimo Frera, giornalista specializzato in antropologia culturale che parlerà del saggio Le leggende inedite di Virgilio di Charles Godfrey Leland, libro vincitore del concorso Microeditoria di qualità 2011 per la sezione saggistica.
Pubblicato originariamente in inglese nel 1899 questo saggio, di straordinario interesse, è stato riscoperto e tradotto in italiano dall’editore Saecula che ha reso così disponibile un’affascinante opera antropologica. Leland fu un appassionato di tradizioni popolari, giornalista e scrittore.
Nel 1888 venne in Italia per portare alla luce una serie di racconti popolari che avevano come soggetto il poeta Publio Virgilio Marone, comunemente conosciuto come Virgilio. Intervistando il popolo, lo studioso, poté raccogliere molte informazioni e una vasta mole di opere folcloristiche, riuscendo a stilare un’immagine precisa di ciò che Virgilio è stato per l’Italia: un poeta-mago pagano sopravvissuto alla cristianità; anzi è proprio durante il cristianesimo che la sua fama aumentò.
Nelle 44 leggende riportate viene messo in luce il ruolo del poeta e del mago nel quale si ritrova un legame forte tra la parola degli scongiuri e delle formule magiche, con la parola dei poeti: è come se poeti e maghi appartenessero allo stesso mondo mistico nel quale la parola può determinare la fortuna e la sfortuna.

Le leggende inedite di Virgilio è un testo di alto valore letterario, oltre che antropologico e storico, in cui ritroviamo il potere della tradizione orale come radice della cultura dell’uomo.
Simona Rosa, presidente dell’Associazione Le Librellule, leggerà alcune delle pagine più gustose dando un assaggio del loro indiscutibile fascino.

La serata si tiene a Chiari, presso il Salone Marchettiano in Via Ospedale Vecchio 6, venerdì 3 febbraio alle 21, con ingresso libero.

http://quibrescia.it/cms/?p=85363

mercoledì 1 febbraio 2012

I giorni della Merla, leggenda antica e sempre nuova

La Voce di Mantova, 1 febbraio 2012


Il misterioso Duca della Pignatta arriva a Mantova








Un incontro alla Libreria Di Pellegrini sabato 11 febbraio


Un legame oscuro e leggendario unisce Mantova e Verona attraverso la figura di Siro Zuliani, straordinario personaggio dell’Ottocento veronese soprannominato Duca della Pignatta che, dopo aver intrecciato le proprie vicende con quelle dello scrittore Emilio Salgari, ha dato vita a una caratteristica figura del Carnevale scaligero del quartiere di Santo Stefano.

A Zuliani e Salgari e ai misteri di quel periodo è dedicata l’antologia “Il Duca di Santo Stefano ed Emilio Salgari”, dodici racconti fantastici su mongolfiere, donne velate e “pignate” colme di monete d'oro, edita da Delmiglio Editore di Verona e che sarà presentata presso la Libreria Di Pellegrini di Mantova sabato 11 febbraio 2012 dalle 18,00.

Apparso dal nulla o - come sostenne l’Arena di Verona a quel tempo “come una meteora luminosa di cui nessuno sapeva spiegare le origini”, Zuliani divenne subito popolare tra i veronesi grazie alle epiche gesta: si prodigò per aiutare i concittadini nella piena dell’Adige, nell’agosto del 1883 volò sopra tutta la città con una mongolfiera che fece innalzare dall’anfiteatro, e più tardi per Verona si sparse la voce che possedesse una magica pignatta che si riempiva d’oro ogni qual volta lui ne avesse bisogno. La sua storia si incrociò presto con quella di un ventunenne Emilio Salgari, scrittore e suo contemporaneo, in quegli anni collaboratore dell’Arena, che di lui scrisse in più circostanze, anche in occasione della morte, avvenuta a Mantova.
Il Duca negli ultimi giorni del marzo 1884 si uccise con un colpo di pistola all'albergo Croce Verde di Mantova, città nella quale si svolsero i funerali e apparve una misteriosa “dama velata” di cui riferirono tutti i quotidiani dell’epoca, comprese Arena e Gazzetta di Mantova.
La donna, come svelato alcuni anni fa dal ricercatore ed esperto salgariano Claudio Gallo, altro non era che un’invenzione di Salgari che, d'accordo con il suo editore e direttore Ruggero Giannelli, pubblicò la falsa notizia della presenza al funerale del Duca di una misteriosa dama velata, dal fascino esotico e dai modi raffinati, per creare scalpore e lanciare il suo romanzo ''Favorita del Mahadi”.

Oggi l’intera vicenda è stata riscritta dalla fantasia di dodici autori contemporanei (di cui due mantovani): Maria Silvia Avanzato, Giuseppe Bonomi & Claudio Gallo, Giuliana Borghesani, Cosma Brusco, Simona Cremonini, Arnaldo Liberati, Enrico Nebbioso Martini, Rosanna Mutinelli, Giancarlo Oliani, Vittorio Rioda, Filippo Tapparelli, Alessio Valsecchi. Introduzione di Roberto Fioraso. In appendice il racconto Il tesoro del Duca (1884) di Antonio Giovanni Aymo.
Il libro è patrocinato da associazione Tredesedodese, associazione Il Corsaro Nero, associazione Excellence Club, Regione Veneto – Comitato regionale per le celebrazioni della morte di Emilio Salgari 1911-2011 e Consorzio delle Pro Loco della Valpolicella.

Durante l’evento “Il Duca a Mantova” le letture dei racconti si alterneranno alla presentazione degli sfondi storici e leggendari delle vicende narrate. Conduce l’editor Simona Cremonini, intervengono l’editore Emanuele Delmiglio e il giornalista Giancarlo Oliani. Cenni storici di Claudio Gallo. Ingresso libero.

Per informazioni: redazione@delmiglio.it, tel. 045-8781118.